Il primo dell’anno: una tradizione fiorentina

La tradizione fiorentina del primo dell’anno

Firenze, lo si sa, non è una città come le altre. A Firenze i costumi, le feste e le tradizioni di un tempo sono
ancora vivi e radicati. Tra tutte, una delle tradizioni più particolari è quella legata al primo dell’anno.

Secondo la leggenda, infatti, Firenze sarebbe stata fondata in un periodo particolare che avrebbe condizionato il conto del tempo. La storia della fondazione della città si collocherebbe in un periodo abbastanza definito.

Più precisamente tra la fine delle guerre d’Oriente e l’inizio delle guerre galliche.
Le prime vennero condotte da Pompeo, mentre le seconde da Giulio Cesare.

La nascita di Firenze tra due campagne militari.

I condottieri romani erano rinomati per le loro indubbie, quanto straordinarie, strategie militari.
Giulio Cesare, però, era celebre anche per il suo acume politico.

Quando le campagne militari, infatti, andavano a buon fine i veterani venivano ricompensati per il loro servizio.
Secondo il costume romano, ai soldati anziani – chiamati veteres – venivano assegnati dei lotti da coltivare.

Le leggi agrarie di Giulio Cesare

Effettivamente, di queste terre, nella piana lungo il fiume Arno, da Bagno a Ripoli a Prato, ve ne erano molte.

Così, per la distribuzione di quelle terre, Giulio Cesare presentò al senato di Roma due leggi agrarie.
In base a queste leggi, ai veterani di Pompeo che avevano combattuto in Oriente, vennero consegnati i lotti da coltivare nella piana lungo l’Arno.

Allo stesso tempo, poi, i coloni dovevano occuparsi anche di fondare una nuova città.

I riti di fondazione

Innanzitutto, il primo atto per avviare la fondazione veniva affidato ai sacerdoti. Questi dovevano svolgere riti sacri per verificare che gli Dei fossero favorevoli alla scelta del luogo di fondazione e che questo fosse vergine. Nessun’altra popolazione, infatti, doveva aver già costruito una città in quel territorio. Da quel che si racconta, però, in realtà, il suolo su cui nacque Firenze, era già stato occupato.

Un’altra popolazione vi si era insediata. Evidentemente, però, di questa primitiva città non erano state trovate delle vestigia. Al contrario, un’altra città florida si ergeva già da oltre mezzo secolo.

Si trattava della città etrusca di Fiesole, era posta sulle colline prospicienti Firenze in direzione nord.

La colonia romana di Firenze contro la città di Fiesole

Di fatto, controllare Fiesole – e poi conquistarla – era uno degli scopi principali della fondazione della nostra città.
Insomma le origini di Firenze erano segnate e indirizzate ad una vera e propria vocazione militare.

Per questo, come primo protettore della città fu scelto Marte, la divinità della guerra.
Il legame con Marte segnerà, in un certo senso, il temperamento dei cittadini della nuova colonia.

Con il passare dei secoli, infatti, i fiorentini manterranno questa “vis polemica” nelle relazioni sociali.
Soprattutto nel medioevo, il confronto tra le famiglie che si contendevano il potere si manifestava in maniera estremamente violenta.

Lo spirito rivale e combattivo dei fiorentini

Complotti, congiure e vendette erano all’ordine del giorno. D’altra parte, però, questa modalità, tutta fiorentina, di rivaleggiare ha stimolato il genio di straordinarie personalità artistiche.

Tra gli altri, Brunelleschi, Donatello, Michelangelo e Leonardo da Vinci sono nati e cresciuti in questo clima di grande competizione di cui ancora oggi ne godiamo i frutti.

Gli artisti fiorentini però non si votavano più a Marte.
Già da tempo, la città si era ormai convertita alla fede cristiana e decise di sostituire la divinità della guerra con due nuove figure protettrici.

Entrambe avevano il compito di proteggere la città ma in due ambiti diversi: spirituale e politico.

La cittò e i suoi protettori nel corso del tempo

Nel primo caso venne scelto come santo patrono San Giovanni Battista, simbolo di integrità e severità morale.
Nel secondo caso, invece, il simbolo della forza e della sicurezza venne incarnato dal “Marzocco“.
Le sculture celebranti la figura del Battista sono sparse in ogni dove, a Firenze.

Viceversa, la scultura rappresentante il Marzocco è unica e fu posta, fin dal medioevo, davanti al Palazzo Vecchio.

Il Marzocco : uno dei simboli di Firenze

L’etimologia del nome Marzocco è molto curiosa e, durante le visite, avremo modo di approfondire il significato. Tuttavia, in questa sede, ciò che è interessante osservare è la composizione della scultura.
Il leone, infatti, si presenta fiero e arrogante.

Del resto, il leone assume il ruolo di protettore della città contro i nemici e la gente scomoda.

Non a caso dietro il palazzo Vecchio, in quella che si chiama appunto via dei leoni, per tanti secoli, era tenuta in gabbia una coppia di leoni veri.

Tra il leone e l’Iris

Così, proprio in segno di protezione, il nostro Marzocco poggia la sua zampa sopra lo scudetto recante il simbolo araldico della città: il fiore di iris viola in campo bianco.

La scelta di questo fiore è legata proprio al periodo della nascita della città.
Il nome stesso evoca l’augurio del benessere e della fioritura: Florentia, il fiore che deve fiorire.

Non per nulla, è proprio nel periodo di marzo, in corrispondenza della data della leggendaria fondazione, che le colline che circondano Firenze si colorano del viola profondo degli Iris: i nostri giaggioli. Questo periodo, inoltre, corrisponde anche all’inizio della primavera.

E’ per tutti questi motivi che, fin dall’inizio della storia della città, per noi fiorentini il capodanno si celebra il 25 di marzo!

Il Capodanno fiorentino

Questa data fonde così la data d’inizio della città, della primavera e – dal periodo cristiano in poi – dell’Annunciazione.

La definizione della data, non era solo simbolica.
Il calendario fiorentino misurava gli eventi sulla base del capodanno.

Ogni evento storico, narrato nelle cronache o negli scritti relativi alla storia di firenze, veniva infatti datato a partire dal 25 marzo.

Pertanto, questa regola comportò uno scarto temporale tra noi e gli altri paesi d’Europa.
Fu solo nella seconda metà del XVIII secolo che avvenne il cambiamento.

Chi prese questa decisione e le motivazioni che vi sono alla base, sarà oggetto di approfondimento durante le mie visite.

Per il momento è interessante sapere che, ancora oggi, il capodanno fiorentino è un appuntamento importante per noi fiorentini. Durante questa giornata, manifestazioni ed eventi organizzati dal comune, rievocano la fondazione di una città a cui si augurava un destino prospero e rigoglioso.

Possiamo dire che questo augurio è stato pienamente soddisfatto.